lunedì 30 giugno 2014

[ SPERANZA, PERSEVERANZA e PAZIENZA ] ...ovvero le antiche virtù dimenticate...

 Scriveva così il Guicciardini nel suo libro
 Ricordi (1576)


Pigliate nelle faccende questa massima:

che non basti dare loro il principio, lo indirizzo e il moto,

ma bisogna seguitarle e non staccare mai sino al fine;

e chi le accompagna così non fa anche poc

a conducerle a perfezione.


 
***
 





Speranza, perseveranza e pazienza...
ah che virtù meravigliose e ... dimenticate!


Salvatore Natoli 
 le racconta così nel suo libro
PERSEVERANZA 
(ed.il Mulino)


Cosa significa la parola virtù?

***

Virtù è abilità ad esistere 
e coincide con ciò che gli antichi chiamavano 
ars vivendi.
  
Stando all'etimologia,  

virtuoso 

è dunque chi è capace di dare norma a se stesso
e perciò non arretra innanzi agli ostacoli,
sa trovare vie d'uscita in mezzo alle difficoltà 

e sopratutto sa mantenere ferma la propria identità 
nella crescente mutevolezza del mondo .

Essere virtuoso significa avere carattere,
 vuol dire essere fedeli a se stessi
ed in forza di questa coerenza, 

divenire per sè un destino.


***




Oggi,

è tornato il tempo di riappropriarsi di noi stessi,
di divenire di nuovo soggetti competenti del proprio desiderio.
La pratica della virtù è questo:
non reprime il desiderio, 
ma lo modula evitando che si cada in sua balia. 



 
 

 
***
La speranza 

 è la metamorfosi cosciente di una spinta originaria che la precede: la voglia di vivere.
...
La vita vuole sempre se stessa 
e perciò spinge illimitatamente oltre sè e reclama per sè futuro: 
lo sperare non è che questo.

 ***



 Per far sì che la speranza, 

da generico sentimento si trasformi in effettiva possibilità 
bisogna coltivarla nel presente, farla germogliare nel qui e ora, 
in mezzo ai disagi e alle difficoltà.

Essere perseveranti significa proprio questo: 
se, infatti sperare è un sentire, perseverare è un agire 
e come tale è virtù.
 










 
In greco perseveranza si dice proskarteresis 

che è un rafforzativo del termine  karteria (costanza)

...

Il perseverare esige l'essere forte 
ma nel senso di mantenersi saldo, di durare nel tempo.
In breve, la perseveranza coincide con la continuità nel bene, 

sopratutto a fronte, contro e in mezzo alle difficoltà.


La perseveranza è dunque 

un agire faticoso e quotidiano.
[...] deve fare i conti con l'ogni giorno e sopratutto con/e contro se stessi,
contro la propria propensione all'indolenza.

 






La pazienza

a differenza della perseveranza, si attiva 
quando non si è nelle condizioni di modificare le proprie condizioni:
in senso stretto quando si è in stato di passività.


Ebbene, è paziente 
chi sa convertire il suo stato di passività in azione .

[...]

Paziente 

è colui che nè si rassegna nè si ribella, 
nè si consuma in uno sterile risentiment
ma si dà tempo.



 




"...in effetti noi siamo fatti di temp
e abbiamo bisogno di tempo per poterci godere la vita, 
per poterla sperimentare 
in tutta la gamma delle sue possibilità."



Buona settimana!



 ***


Tutte le citazioni sono tratte dal libro 
di Salvatore Natoli


(nella colonna di destra trovi il link per acquistarlo su Amazon)



***

tutte le illustrazioni sono di 




 per approfondimenti guarda QUI e QUI


  

2 commenti:

  1. Ah, Barbara! Questa è terapia e poesia, vita e e bellezza, luce nell'agire e nel pensare quotidiano..grazie per queste preziose riflessioni, per il tuo meraviglioso invito a queste splendide letture, passare a trovarti è sempre una 'immersione in una luce rigenerante..
    Ti abbraccio,
    Fabrizia

    RispondiElimina
  2. Ottimi spunti di riflessione, cara Mug, come sempre!!! :-)
    Che la giornata ti sorrida.
    StefaniaB

    RispondiElimina

Ti è piaciuto questo post? Condividilo!